Presto le zone franche in Bosnia Erzegovina saranno due con l’approvazione di Brod che affiancherà quella di Zenica-Doboj.
Situata nella parte settentrionale del Paese, la municipalità di Brod è parte integrante della Republika Srpska e si estende lungo il fiume Sava, confine naturale con la Croazia.
L’istituzione di Zenica-Doboj, la prima delle zone franche in Bosnia Erzegovina, risale al 1997 e si tova lungo l’autostrada M17 Sarajevo-Zenica nei pressi della strada regionale R-445 Visoko-Kakanj mentre quella di Brod verrà realizzata a poche centinaia di metri dal confine della Croazia.
I vantaggi delle free trade zones
Con questa imminente iniziativa nella municipalità di Brod la Bosnia Erzegovina si conferma un Paese da valutare con attenzione sia alla luce delle sue numerose esenzioni daziarie con Turchia, Russia, Paesi Cefta ed Efta che in qualità di hub di accesso nei Balcani occidentali ad un mercato di 600 milioni di potenziali consumatori.
L’export italiano verso Sarajevo è caratterizzato prevalentemente da materiali per arredo ed edilizia, prodotti chimici, tessile tecnico, derivati energetici ed apparecchiature elettriche e si conferma in continua crescita esattamente come l’interesse del mercato locale nei confronti delle Pmi del Made in Italy e dei loro prodotti.
La recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri circa questa nuova realtà in Bosnia Erzegovina determinerà una serie di vantaggi tipici delle zone franche e cioè incentivi da parte dell’amministrazione locale, riduzione dei costi logistici, infrastrutture dedicate, procedure doganali semplificate oltre ad un’area complessiva di circa 84 ettari.
In conclusione la presenza di free trade zones o zone franche unitamente ad un sistema impositivo business friendly sta contribuendo a rendere la Bosnia Erzegovina un mercato sempre più rilevante per le Pmi del Made in Italy.
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