Il MoU Fincantieri – Kayo esaminato in chiave geopolitica, di tragica corsa a spese militari Nato e di riarmo in Albania.
Il Memorandum of Understanding firmato nel 2025 da Fincantieri e dalla società statale Kayo era finalizzato alla creazione ed allo sviluppo di un hub dell’industria marittima in Albania come ampiamente descritto in un precedente articolo (vedi link: Fincantieri, la cantieristica navale italiana arriva in Albania).
Fincantieri Albania, joint venture partecipata al 51% dalla stessa società di Genova, intende rilanciare il cantiere di Pashaliman
Un progetto però, come riscontrato recentemente, destinato non solo alla creazione di opportunità di crescita professionale e tecnica a vantaggio della forza lavoro in Albania ma piuttosto alla costruzione e manutenzione di unità navali militari, quindi in perfetta sintonia con l’insensata corsa a spese militari e riarmo della Nato in tutta Europa i cui costi stanno letteralmente destabilizzando i bilanci dei Paesi coinvolti (vedi link: Tagli a pensioni e sanità, il costo del riarmo in Francia).
Il precedente del Mep, strumento non di pace ma bensì di mentalità di guerra e di riarmo Nato anche in Albania
Creato nel Marzo 2021, il Meccanismo europeo per la pace (Mep) o European peace facility è uno strumento fuori bilancio che con la pace ha proprio nulla a vedere preso atto che i suoi scopi sono contribuire ed aumentare le capacità militari dei partner ed addirittura sostenere “operazioni” in Paesi terzi come nel caso del conflitto di Kiev contro la Russia.
Spese militari e corsa al riarmo incideranno nei prossimi anni per almeno il 2% del Pil dell’Albania
In questo specifico caso il Mep ha mostrato il suo vero volto deliberando addirittura spese militari in forniture di equipaggiamenti ad un Paese non partner Nato e contribuendo in tal modo non alla realizzazione della pace alla quale si richiama nel nome ma bensì all’ulteriore inasprimento del conflitto scatenato da Kiev nel 2014 contro le Repubbliche Popolari di Donec’k (DPR) e Luhans’k (LPR) situate nella regione del Donbass.
Corsa al riarmo e spese militari confermate anche con l’imminente produzione congiunta Ue-Kiev di milioni di droni da guerra
In ogni caso, grazie alla mentalità di guerra tanto cara a Mark Rutte (vedi link: Nè maggiori spese militari nè mentalità di guerra) e non di pace che anima sia la Nato che il Meccanismo europeo per la pace (Mep) l’Albania ha potuto effettuare spese militari finalizzate ad un progressivo riarmo e fornirsi, anche grazie al sostegno economico di Bruxelles, di una ventina di veicoli leggeri multifunzionali LMV2 prodotti da Iveco.
I primi veicoli dovrebbero essere consegnati a Tirana nel corso di quest’anno.
Il possibile ruolo di Roma con l’arrivo di Fincantieri in Albania
Il Gruppo con sede a Genova non è solo la punta di diamante della cantieristica navale italiana in senso lato ma anche di quella militare che lo vede concentrato nel capoluogo della Regione con 400 addetti impegnati nella progettazione, due cantieri navali con 900 addetti a Riva Trigoso ed infine la sede di Muggiano con 800 addetti.
Portaerei e navi anfibie, cacciatorpedinieri, fregate, corvette, unità veloci d’attacco, sommergibili e pattugliatori sono in estrema sintesi quanto il Gruppo Fincantieri possa offrire per quanto concerne le navi per la difesa.
Il XXXVII vertice Nato si terrà in Albania
La presenza di Fincantieri e gli investimenti in termini di riarmo e spese militari Nato dell’Albania potrebbero, in perfetta coerenza con il trumpismo imperante, risultare essenziali per Tirana che grazie alla “sponsorizzazione” italiana dimostrerebbe di ossequiare il maggiore impegno richiesto dall’”alleato” Usa in termini non solo produttivi ma specialmente difensivi.
Fincantieri in Albania, non soltanto un’operazione industriale
Al XXXVI vertice Nato appena conclusosi ad Ankara è stato deciso che il prossimo summit avrà luogo in Albania, una scelta significativa circa l’attenzione nei confronti dei Balcani occidentali e del lato sud-orientale dell’alleanza euroatlantista.
Riarmo e spese militari sono tra i punti del prossimo vertice Nato in Albania
In chiave geopolitica l’ingombrante presenza di Fincantieri potrebbe anche far trapelare le ambizioni italiane che, attraverso massicci investimenti in spese militari, riarmo Nato e quindi di rafforzamento euroatlantista del lato adriatico rappresentato dall’Albania, potrebbe consentire a Roma di candidarsi de facto a garante della stabilizzazione dei Balcani occidentali.
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