Quasi estinti nel XX secolo, il ritorno dei bisonti europei anche nei Balcani avrà positive ricadute per clima ed ecosistemi.
Lungo il confine tra Bielorussia e Polonia si estende per oltre 3mila kmq la foresta di Białowieża dove a fiumi ed ampie radure si alternano estensioni di pini silvestri e frassini, ontani, abeti rossi e querce.
E’ in questa affascinante ed incontaminata realtà (vedi link: Il bisonte europeo il gigante della foresta), peraltro fra i patrimoni Unesco, che si aggirano ricoperti di neve nei mesi più freddi gli ultimi giganti d’Europa parenti diretti del bison bison americano di cui il bisonte europeo o bison bonasus, di minor peso e massa muscolare ma leggermente più alto, ha condiviso lo stesso scellerato sterminio.
Attualmente nella sola foresta di Białowieża vivono liberi non meno di 800 possenti esemplari di oltre 900 kg, tre metri di lunghezza e con un’altezza al garrese di due metri circa.
L’ultimo esemplare di bisonte europeo libero è stato ucciso in Polonia nella foresta di Białowieża nel 1919
Oggi grazie alle reintroduzioni in natura iniziate negli anni ’50 ed intensificatesi negli ultimi vent’anni il numero dei bisonti europei liberi ha raggiunto il numero di 7mila circa, presenti non solo in alcuni Paesi dei Balcani quali Romania e Bulgaria ma anche in Polonia, Germania, Bielorussia ed addirittura in Gran Bretagna.
I bisonti europei nel cuore dei Balcani

In qualità di parte integrante di un progetto di ripristino ambientale, la collaborazione iniziata nel 2013 fra WWF Romania e Rewilding Europe finalizzata al ritorno di questa specie nei Carpazi meridionali ha iniziato a prendere forma nel 2016 dopo l’acclimatamento dei primi esemplari di bisonti europei introdotti in questi territori nel corso dei due anni precedenti.
Questa delicata operazione è stata resa possibile grazie ad A.r.c.a. (vedi link: Fondazione A.r.c.a.) che dal 2018 affianca e sensibilizza le organizzazioni coinvolte oltre a creare opportunità per le comunità residenti nei luoghi destinati al reinserimento di questo speciale mammifero.
L’ambizioso obiettivo è quello di creare sui monti Țarcu, nella Romania sud-occidentale, una delle più estese aree selvagge del continente determinando in tal modo lo sviluppo di una popolazione in assoluta libertà nonchè vitale sia sotto il profilo genetico che demografico.
Il seguente video illustra in maniera efficace le condizioni attuali di questo mammifero erbivoro a distanza di dieci anni dal suo reinserimento nei Carpazi meridionali (Romania Released 17 Bison Into Empty Mountains).
Attualmente circa la metà dei 250 esemplari che vivono liberamente sui monti Țarcu è nata allo stato brado e questa splendida operazione di reinserimento del bisonte europeo iniziata oltre un decennio or sono è ampiamente descritta nel sito di uno degli enti coinvolti (vedi link: Rewilding Europe) unitamente alle affascinanti prospettive di crescita economica per le imprese locali attente al ripristino ambientale ed a questo ambiente selvaggio sapientemente tutelato ed ampliato.
I curiosi avvistamenti in Kosovo
Nel corso dell’estate 2025 è stata registrata in ben due video la presenza di bisonti europei in questo Paese dei Balcani occidentali (vedi link: Bisons spotted in a village near Priština) suscitando sorpresa ed entusiasmo.
Nel primo video si vede un esemplare attraversare una strada di campagna nei pressi di Priština mentre il secondo ne documenta un gruppo tranquillamente al pascolo.
In realtà si è trattato dell’allontanamento temporaneo di alcuni capi ospitati presso la Bison Farm Prapashtica (vedi link: bison_farm), una realtà rurale unica in tutti i Balcani occidentali e non solo, curata da Agron Bajrami nel nord-est del Kosovo.
Zone protette per i bisonti europei in un’area di tre milioni di ettari
L’estremo sud dei Carpazi ospiterebbe in tal modo la più vasta area selvaggia dell’intero continente europeo ricca non solo di fiumi incontaminati, foreste intatte e fauna selvatica composta da caprioli, cinghiali, orso bruni, gatti selvatici, camosci, linci ma ora anche dal più grande mammifero terreste del continente.
Gli effetti benefici del bisonte europeo sull’ambiente
Curiosamente, il comportamento di questo mammifero che oltre a brucare arbusti ed erba si dedica a scortecciare alberi e rotolarsi sul terreno non solo determina nuovi spazi ma, grazie alla maggior luce che raggiunge il suolo in virtù di una vegetazione sfoltita, accresce la biodiversità rendendo i biosistemi più elevati, funzionali e produttivi.
Dinamiche ecologiche ormai perdute possono essere ristabilite anche grazie al contributo dei bisonti europei

L’attività apparentemente distruttiva di questa specie è in realtà una profonda ricostruzione dell’ambiente con una vegetazione che ricresce ricca del 150% di nutrienti in più come dimostrato da uno studio di Chris Geremia sulle mandrie del parco di Yellowstone pubblicato su Science (vedi link: Science).
Dal 2013 piccole mandrie di bisonti europei anche sui Monti Rodopi
Tra i Paesi che hanno attuato programmi di reintroduzione di specie estinte è indispensabile citare il caso della Bulgaria dove, oltre ad animali selvatici quali cervi e cavalli selvaggi, è ora presente anche il bisonte europeo peraltro estinto da svariati secoli.
Le prime nascite nei Balcani sin dal Medioevo
I primi cinque sono stati introdotti nel 2013 nella riserva di Studen Kladenets e dopo un lungo periodo in un’apposita area destinata alla loro acclimatazione solo nel 2015 è stata registrata la prima nascita in cattività.
La seconda, quella di una femmina denominata “Speranza”, risale al 2019, anno di liberazione in natura del piccolo branco ed in questo caso primo esemplare nato allo stato selvatico nell’ultimo millennio.
Il video a seguire mostra l’affascinante habitat costituito dai Monti Rodopi dove numerose specie di animali selvatici hanno accompagnato il reinserimento dei bisonti europei nel cuore dei Balcani (vedi link: The call of the wild: on safari in Bulgaria’s Rhodope Mountains) mentre la liberazione di alcuni esemplari è documentata in un secondo video (vedi link: Bison transport in Rhodope Mountains rewilding area).
La riserva di Zhenda, un sito di circa 5.500 ettari sempre in Bulgaria, ospita nove esemplari di bisonte europeo
Estremamente entusiasmante la descrizione del reinserimento di una piccola mandria di bisonti europei nella riserva balcanica di Studen Kladenets ad opera di Rewilding Europe (vedi link: Rewilding Europe), un evento al quale hanno partecipato con emozione, oltre al personale della riserva, agricoltori ed abitanti dei villaggi della zona consapevoli anche della rilevanza delle opportunità legate allo sviluppo del turismo naturalistico.
Una specie chiave anche nei Balcani per la biodiversità di uccelli, insetti e piante
Attualmente il numero di bisonti europei in quest’area supera i venti esemplari grazie alla continua assistenza dei ricercatori che monitorano anche le periodiche nascite.
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