Italia ed Albania hanno in vigore una Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali per tutelare imprese e professionisti.
La Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni fiscali in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio, firmata a Tirana il 12 Dicembre 1994 e ratificata in Italia con la legge n.175/1998 è entrata in vigore il 30 Giugno 2000 e dà certezza fiscale a chi investe.
Per affrontare con la necessaria attenzione questo argomento delicato ed importante alla luce delle ricadute in materia di imposizioni fiscali abbiamo intervistato Michele Cariola, presente in Albania non solo come titolare di F5 Finance (vedi link: f5finance) ma anche come delegato di FederItaly per tutta la regione dove sostiene da oltre un decennio l’internazionalizzazione delle mPmi del Made in Italy nei Balcani occidentali (vedi YouTube: Fare Impresa nei Balcani Occidentali: Opportunità e Sfide per il Made in Italy).
Il ruolo professionale di Michele Cariola in Albania e nei Balcani occidentali è comunque decisamente molteplice in quanto creatore di matching veri, joint ventures indispensabili basate su sinergie tra imprenditori italiani e tessuto economico della regione.

ItalBalkanika: Alla luce della sua esperienza professionale a favore dell’internazionalizzazione delle mPmi del Made in Italy (vedi link: Nei Balcani occidentali con le Pmi del Made in Italy) in Albania e negli altri Paesi dei Balcani occidentali può spiegarci in poche parole in cosa consista la Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni fiscali in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio?
Michele Cariola: In parole semplici, la Convenzione Italia-Albania serve ad evitare che un’impresa od un professionista paghi le tasse due volte sullo stesso reddito, una prima volta in Italia ed una seconda in Albania.
Immaginiamo un’azienda italiana che apra una sede in Albania, senza questo Trattato rischierebbe di essere tassata in entrambi i Paesi sui profitti realizzati.
La Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni fiscali al contrario stabilisce regole chiare e cioè decide quale dei due Stati possa tassare quel reddito oppure fissa dei limiti massimi.
Per fare esempi concreti:
- Se riceve dividendi dall’Albania, la tassazione locale non può superare il 10%
- Per gli interessi il limite è del 5%
- Anche le royalties sono tassate al massimo al 5%
Questo significa che sa esattamente quanto pagherà, senza alcuna sorpresa.
La Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni fiscali disciplina poi anche i casi di stabile organizzazione, la regola dei 183 giorni per i lavoratori dipendenti e una procedura amichevole tra autorità competenti per risolvere controversie interpretative.
ItalBalkanika: Può farci qualche esempio pratico di chi possa beneficiarne?
Michele Cariola: Certo, il Trattato è utile in moltissime situazioni.
Pensiamo ad un imprenditore italiano che apra uno stabilimento produttivo in Albania: sa già che i profitti non saranno tassati due volte e può pianificare gli investimenti con certezza.
Oppure un professionista – un consulente, un architetto – che lavori in Albania per meno di 183 giorni all’anno pagherà le tasse solo in Italia e non in entrambi i Paesi.
Anche per chi voglia aprire un centro servizi od uno studio professionale in Albania, la Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni fiscali in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio elimina l’incertezza fiscale e rende tutto più trasparente.
In un contesto in cui l’Albania resta competitiva per costo del lavoro e tempi autorizzativi, il Trattato in oggetto riduce l’incertezza e rende più agevole pianificazione finanziaria di joint-venture, internazionalizzazione, delocalizzazioni produttive, centri servizi e studi professionali.
ItalBalkanika: Cosa serve concretamente per ottenere questi vantaggi?
Michele Cariola: Per beneficiare della Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni fiscali servono due cose principali:
- Il certificato di residenza fiscale: un documento che attesta dove hai la tua residenza fiscale (Italia o Albania);
- La modulistica corretta: i moduli dell’Agenzia delle Entrate per dimostrare che sei il beneficiario effettivo di dividendi, interessi o royalties.
Può sembrare semplice, ma questi passaggi vanno seguiti con molta attenzione.
Molti li sottovalutano e poi incorrono in numerosi problemi.
ItalBalkanika: Si tratta pertanto di passaggi delicati da rispettare con attenzione, cosa che molti invece interpretano con superficialità, vero?
Michele Cariola: I documenti sono necessari, ma non sufficienti.
Bisogna rispettare con rigore tutte le regole sulla residenza fiscale, sul beneficiario effettivo e sulla documentazione da presentare.
La Convenzione Italia-Albania non è solo un testo tecnico da avvocati ma bensì un’infrastruttura di fiducia che permette a capitali, competenze e lavoro di muoversi liberamente tra le due sponde dell’Adriatico ma funziona solo se la si usa nel modo giusto.
Per questo consiglio sempre di farsi assistere da professionisti che conoscano bene sia il sistema fiscale italiano che quello albanese poichè gli errori in questo campo possono costare cari.
In conclusione a questa intervista gentilmente concessa dal dott.Michele Cariola possiamo dire che la Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni fiscali:
- elimina la doppia tassazione sugli stessi redditi
- fissa limiti massimi alle tasse su dividendi, interessi e royalties;
- dà certezza agli investimenti ed alla pianificazione finanziaria;
- richiede documentazione precisa e corretta applicazione delle regole.
Per imprese e professionisti che guardino all’Albania come opportunità di business, la Convenzione Italia-Albania contro le doppie imposizioni fiscali in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio è uno strumento fondamentale da conoscere ed utilizzare correttamente.
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