Belinda Balluku, l’isola di Sazan ed ora i servizi segreti di Vlora Hyseni sono l’ultimo colpo al Governo dell’Albania.
Nei giorni scorsi Vlora Hyseni, responsabile dei servizi segreti in Albania (SHISH), è stata accusata di divulgazione di informazioni riservate e di favoritismo nei confronti del presunto autore di un reato.
La conseguenza è stata prima la sospensione e poi la messa agli arresti domiciliari di Vlora Hyseni oggetto di un’indagine, peraltro ancora in fase di sviluppo, avviata dalla SPAK, la Struttura Speciale contro Corruzione e Criminalità Organizzata.
I provvedimenti di sospensione ed arresti domiciliari a carico della direttrice dei servizi segreti in Albania sono stati stabiliti il 21 Settembre dal Tribunale Speciale contro Corruzione e Criminalità Organizzata (GJKKO).
L’accusa nei confronti di Vlora Hyseni verte sul presunto passaggio di informazioni all’imprenditore Ergys Agasi sospettato di manipolazione delle gare d’appalto dell’AKSHI
Il collegamento dell’inchiesta sui servizi di intelligence in Albania ad una più ampia indagine inerente gli appalti pubblici dell’Agenzia Nazionale per la Società dell’Informazione (AKSHI) per complessivi €59 milioni hanno poi reso ulteriormente delicato il caso di Vlora Hyseni che, in possesso di cittadinanza albanese e kosovara, ha operato per ben nove anni nei servizi segreti di Pristina dei quali era divenuta vice direttrice nel 2019.
Restano sconosciute le ragioni del suo allontanamento dall’agenzia di intelligence del Kosovo (AKI)
Al provvedimento di rimozione di Vlora Hyseni dall’AKI, che aveva diretto per breve tempo a fine 2020, sottoscritto dal Primo Ministro Albin Kurti e dalla Presidente Vjosa Osmani non ha fatto seguito alcuna ragione specifica.
Nel 2023 a seguito del suo spostamento in Albania era stata nominata al vertice dei servizi segreti (SHISH) da parte del Presidente Bajram Begaj su proposta di Edi Rama.
Ad inizio anno il caso politico del vice premier Belinda Balluku accusata di malversazione
L’8 Dicembre 2025, data che si richiama all’inizio della fine della dittatura nel Paese balcanico con le mobilitazioni appunto del mese di Dicembre 1990, erano cominciate le proteste contro il vice premier e Ministro delle Infrastrutture e dell’Energia Belinda Balluku oggetto di accuse di malversazione in appalti pubblici.
Le manifestazioni, talvolta caratterizzate anche da intensi lanci di bottiglie molotov (vedi link: Albania, protesta dell’opposizione) protrattesi per oltre settanta giorni erano indirizzate contro il rifiuto da parte di Edi Rama a sostituire il vice premier e Ministro Belinda Balluku accusata formalmente dalla SPAK, la Struttura Speciale contro Corruzione e Criminalità Organizzata, per violazione dell’uguaglianza nelle gare d’appalto pubbliche in Albania.
A seguito di queste violazioni in almeno due gare d’appalto (il tunnel di Llogara e la tangenziale di Unaza e Madhe) la SPAK aveva imposto la rimozione di Belinda Balluku dalle sue cariche ma, al contrario, il premier Edi Rama non solo non l’aveva estromessa ma aveva addirittura impugnato presso la Corte Costituzionale quanto stabilito dalla SPAK.
La conferma definitiva dell’esclusione da parte della Corte Costituzionale del vice premier e Ministro delle Infrastrutture e dell’Energia Belinda Balluku è poi giunta soltanto il 6 Febbraio dopo una sessione di ben dieci ore di durata.
Sin da inizio anno le manifestazioni in difesa dell’isola di Sazan
Il terzo caso politico, non in ordine di successione, di questo travagliato periodo del 2026 che ha duramente colpito l’immagine dell’Albania, la cerchia ristretta di Edi Rama e del Governo è stato quello dell’isola di Sazan/Saseno al quale abbiamo dedicato numerosi articoli, peraltro elencati a piè di pagina, anche alla luce della valenza internazionale rapidamente acquisita.
Anche a proposito di quest’isola parte integrante del Parco Nazionale Marino Karaburun – Sazan il Governo ha dovuto rivedere il ruolo decisionista assunto sin dall’inizio ed anche grazie a critiche ed opposizioni internazionali si trova al momento in una posizione attendista.
Il caso politico di Vlora Hyseni ed il conseguente danno reputazionale dei servizi segreti in Albania
Legami con la criminalità organizzata, fughe di notizie riservate ed accuse di manipolazione di appalti statali nel settore informatico sono in estrema sintesi i reati ipotizzati e le caratteristiche di questo scandalo dal quale è scaturita un’indagine che ha coinvolto la Polizia di Stato ed i servizi segreti in Albania.
In virtù della sua posizione al vertice dell’agenzia di intelligence di Tirana, Vlora Hyseni è stata nel 2025 alla guida del Comitato di intelligence civile della Nato, un segno tangibile dell’estrema e straordinaria fiducia di cui ha goduto l’Albania.
Una fiducia messa però a dura prova dal dossier a carico di Vlora Hyseni e dei servizi segreti e con un’Albania che dovrà dimostrare in maniera inconfutabile di possedere ora più che mai un’intelligence affidabile agli occhi degli alleati.
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