Nel secondo trimestre il PIL della Bosnia Erzegovina indica un rallentamento della crescita economica ma il FMI è ottimista.
In effetti, pur a fronte di un possibile attestamento al 2,2% nell’anno in corso, la valutazione del FMI è ottimista circa la crescita economica media della Bosnia Erzegovina ritenendo che nel biennio 2026-2027 il Paese possa raggiungere il 3,6% a fronte della continuazione delle riforme strutturali.
Le migliori opportunità imprenditoriali sono offerte da esportazioni ed agro-industriale
Parti di telaio, cavi, componenti elettrici e sedili sono solo alcuni esempi dell’impegno dell’industria della Bosnia Erzegovina per quanto concerne la produzione di accessori e componenti per autoveicoli che nella misura di circa l’80% è destinata ai mercati di Croazia, Slovenia, Olanda Germania ed Austria.
Gli elevati investimenti diretti esteri, prevalentemente a vantaggio di infrastrutture ed attività di produzione, hanno poi anche contribuito alla crescita economica della Bosnia Erzegovina in questi ultimi anni.
Tutto ciò è stato favorito anche dall’Accordo di Stabilizzazione ed Associazione (ASA) che ha incentivato l’interscambio commerciale e gradualmente reso il continente europeo il principale partner di Sarajevo.
In un recente articolo (vedi link: Nuove colture emergenti, un’opportunità) abbiamo indicato il settore agro-industriale della Bosnia Erzegovina come ulteriore possibilità per investimenti.
In questo caso si trattava di in un comparto alternativo comunque importante per la crescita economica del Paese come quello appunto delle nuove colture emergenti, citando il caso specifico dello straordinario albero della pawlonia, peraltro oggetto di interesse da parte di imprenditori italiani che si erano appositamente recati in visita al territorio di Sanski Most.
Un contributo è rappresentato anche dalle due free trade zones, quella di Zenica-Doboj e la recentissima a Brod, le zone franche (vedi link: Crescono le free trade zones in Bosnia Erzegovina) in grado di attrarre gli imprenditori anche con incentivi da parte delle amministrazioni locali oltre a vantaggi quali riduzione dei costi logistici, infrastrutture dedicate e procedure doganali semplificate.
Nel 2025 la crescita economica della Bosnia Erzegovina è stata del 3%
Questo eccelente risultato è stato reso possibile dal settore dell’edilizia legato alle infrastrutture oltre che dai consumi e dal marco bosniaco convertibile (BAM), la valuta di Sarajevo che elimina qualsiasi rischio cambio per importatori dell’UE ed investitori in virtù del tasso fisso con la divisa europea.
Per quanto riguarda le importazioni, l’Italia è il secondo fornitore della Bosnia Erzegovina per impianti e macchinari, primo per la moda, terzo per meccanica varia e componentistica meccanica, secondo per macchine movimento terra ed agricole, terzo per l’automotive e settimo per l’agroalimentare.
Nel biennio 2021-2022 l’Italia non è stata solo il principale fornitore di Sarajevo con €1,8 miliardi di export ma anche il secondo partner commerciale con €2,8 miliardi di interscambio.
La crescita economica della Bosnia Erzegovina e l’interesse internazionale nei suoi confronti è stato comunque confermato anche recentemente dalla Fiera Internazionale dell’Economia 2026 tenutasi a Mostar nello scorso mese di Aprile alla quale hanno partecipato 900 espositori da 27 Paesi.
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