Sei pavimenti decorati con mosaici policromi sono stati scoperti da una missione archeologica italiana a Qesarat in Albania.
I sei pavimenti con mosaici policromi, motivi geometrici, figure umane e numerosi frammenti di pitture murali riportati alla luce a Qesarat, nei pressi di Tepelenë, da una spedizione archeologica italiana fanno parte di un lussuoso complesso architettonico di epoca romana, probabilmente collassato a seguito di un sisma, risalente al IV secolo d.C.
La quarta campagna didattica di ricerche archeologiche nella valle della Vjosa (Memaliaj – Tepelenë – Albania) che ha portato alle scoperte di Qesarat è parte del progetto “Archeologia dei paesaggi nella media valle della Vjosa: ricerca storica e comunità di patrimonio” ed è stata coordinata e finanziata dal Dipartimento di Ricerca ed Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
La spedizione archeologica italiana diretta dal Prof. Custode Silvio Carmelo Fioriello (vedi link: UniBa) non è che l’ultima testimonianza del secolare interesse nel campo delle ricerche archeologiche italiane in Albania, interesse cominciato con gli iniziali contatti di studiosi italiani sin dai primi del Novecento (vedi link: Un secolo di archeologia italiana in Albania 1924 2023 | Prof. De Maria).
Ad inizi del Novecento i primi studiosi italiani nel Paese balcanico
Risale infatti al 1926 la prima missione archeologica italiana in Albania quando Luigi Maria Ugolini, originario di Bertinoro e concentrato professionalmente su Malta oltre che sul Paese balcanico, aveva dedicato oltre due anni agli scavi presso la città di Phoinike, ora celebre per il Parco Archeologico di Finiq.
Successivamente si era trasferito a Butrinto, luogo simbolo connesso con l’epopea di Enea e quindi con la nascita di Roma, dove grazie ai suoi scavi e ricerche archeologiche in Albania erano tornati alla luce un santuario di Asclepio, numerose sculture fra cui la celebre testa denominata Dea di Butrinto, un teatro con iscrizioni greche ed un importante battistero del VI secolo d.C. ricavato da un impianto termale d’epoca.
Nell’ultimo decennio il sito dell’antica città illirica di Byllis ha visto l’intervento della missione archeologica italiana del Politecnico di Bari (DICAR e Scuola di Specializzazione) che in questa zona della contea di Fier si è articolata dal 2014 al 2017 con ricerche archeologiche in Albania a cadenza annuale sotto la direzione scientifica di Roberta Belli del Politecnico di Bari e Luigi Maria Caliò dell’Università di Catania.
Nel mese di Aprile 2016 il Museo storico nazionale di Tirana aveva poi ospitato una mostra curata da Giuseppe Lepore, in collaborazione con le Università di Bari, Bologna, Chieti, Ferrara, Foggia e Macerata.
Le testimonianze dirette di esperti quali Roberta Belli del Politecnico di Bari, Sandro De Maria dell’Università di Bologna, Marco Peresani dell’Università di Ferrara, Roberto Perna dell’Università di Macerata, Sara Santoro dell’Università di Chieti e Giuliano Volpe dell’Università di Foggia avevano contribuito a divulgare ulteriormente i risultati più importanti delle secolari e numerose ricerche archeologiche italiane.
La quarta campagna didattica in Albania diretta dal Prof. Custode Silvio Carmelo Fioriello che ha portato alle scoperte di Qesarat si è concentrata prevalentemente su attività di scavo, ricognizione topografica e restauro preliminare senza però trascurare aspetti rilevanti quali la formazione didattica ed il coinvolgimento del territorio ed in particolare del Parco Nazionale della Vjosa.
La missione archeologica italiana in Albania (vedi link: archeovjosa) a Qesarat diretta dal Prof. Custode Silvio Carmelo Fioriello (UniBa) è parte integrante del progetto “Archeologia del paesaggio nell’area di Tepelenë – Memaliaj”, realizzato dall’Accademia di Studi Albanologici in collaborazione con l’Università “Aldo Moro” di Bari.
👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇
Articoli correlati:
In Serbia un complesso termale del IV secolo dell’antica Roma
Rinvenuti in Croazia i resti di sette legionari romani
Scoperta antica tomba romana del III/IV secolo d.C. in Albania
Potrebbero anche interessarti:
Per un più forte partenariato strategico Bulgaria – Vietnam
Danni e rischi ambientali del progetto sionista nel Salento
Il ritorno dei bisonti europei anche nei Balcani
Un ringraziamento particolare a Freepik che ha consentito l’utilizzo gratuito di immagini belle ed attinenti al contenuto.
Questo articolo non è stato redatto con l’ausilio della IA.








