In Serbia il calo di investimenti diretti esteri (ide) ha toccato circa il -50% mentre la produzione industriale il -9,1%.
Caratterizzato da metalli, automotive e macchinari il settore della produzione industriale in Serbia ha mostrato nello scorso mese di Gennaio un calo del -9,1% su base annua.
Ben peggiore è stato l’andamento degli investimenti diretti esteri (ide) in Serbia la cui riduzione nei primi tre trimestri del 2025 ne ha determinato quasi il dimezzamento.
Mentre nell’intero 2024 l’afflusso lordo era stato di circa €5,2 miliardi, nei primi nove mesi dello scorso anno è stato di soli €2,5 miliardi e nemmeno le rimesse degli emigrati sono state in grado di compensare la drastica caduta di investimenti diretti esteri in Serbia.
La contrazione della produzione industriale sarebbe da attribuire a svariate cause che caratterizzano l’economia della Serbia quali riduzione della produzione nei settori automobilistico ed energetico, quest’ultimo con -17% nel solo mese di Ottobre, carenza di forza lavoro e pressione fiscale che si aggiungono ad incertezza politica e macroeconomica.
Questi due ultimi fattori sono stati poi indicati dal 61% delle imprese in Serbia come responsabili anche del calo degli investimenti diretti esteri (ide) che nei primi undici mesi mesi del 2025 hanno subito un calo del -53% rispetto all’anno precedente.
Da considerare anche le sanzioni che sin dall’Ottobre 2025 hanno colpito l’industria Nis (Naftna Industrija Srbije), il principale fornitore di petrolio in Serbia controllato per oltre il 50% dalla russa Gazprom Neft, un fattore che ha contribuito alla crisi energetica ed al peggioramento degli investimenti diretti esteri.
Serie ricadute geopolotiche ed economiche farebbero comunque seguito in caso di chiusura della sola raffineria operativa in Serbia a Pančevo.
Nel complesso la produzione industriale, pur a fronte del sensibile calo segnato nei mesi di Novembre e Dicembre 2025, si è attestata intorno al +1% dimostrando però una forte divergenza fra i principali comparti della Serbia.
Nel 2024 record di investimenti diretti esteri con €5,1 miliardi
Infatti mentre a Novembre, grazie alla produzione di autoveicoli elettrici dello stabilimento Fiat di Kragujevac, le esportazioni di veicoli a motore hanno segnato +44,1%, la produzione industriale di prodotti petroliferi ha subito in Serbia una forte riduzione del -44% proprio per le ragioni di cui sopra.
Da considerare poi anche il minor contributo alla crescita del Pil da parte del settore dell’edilizia, ripresosi solo nell’ultimo trimestre 2025, che ha segnato una contrazione pari al -0,4% rispetto al precedente anno.
Sfide esterne hanno contribuito al peggioramento della produzione industriale
Oltre alle sanzioni alla Serbia che sin dall’Ottobre 2025 hanno colpito Nis (Naftna Industrija Srbije) è necessario rilevare crescenti tensioni commerciali internazionali quali il divieto imposto dagli Usa alle importazioni di pneumatici prodotti nel nord del Paese dallo stabilimento cinese Linglong per via di sospetto lavoro forzato.
L’orientamento al calo degli investimenti diretti esteri (ide) in Serbia era peraltro già emerso da un’indagine Demostat del Dicembre 2025 rivolta a 200 mPmi di dimensioni, appunto, da grande a media, piccola sino alla micro, molte a capitale straniero.
Solo l’1% delle intervistate aveva espresso un giudizio nettamente positivo valutando come molto buono il clima economico-imprenditoriale in Serbia, il 39% lo aveva giudicato scarso od addirittura molto scarso mentre il 43% non si era affatto espresso.
Gli investimenti diretti esteri (ide) in Serbia si sono attestati ad €1,72 miliardi

In conclusione, nei primi dieci mesi del 2025 il calo degli investimenti diretti esteri (ide) netti in Serbia su base annua è stato del -53,2%.
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