I nostri dati sono una grande risorsa economica e per tutelarli vi sono tessuti contro il riconoscimento facciale.
Ed è proprio per salvaguardare la privacy e proteggersi dall’uso delle telecamere che sono stati elaborati tessuti speciali in maglia tridimensionale jaquard con fili multicolori contro il riconoscimento biometrico che, attraverso la riproduzione di “immagini avversarie”, non consentono la registrazione delle nostre immagini e dei relativi dati biometrici di cui ignoriamo peraltro le finalità di utilizzo da parte di terzi.
Tessuti contro l’algoritmo per battere il riconoscimento facciale da parte di telecamere, parte integrante del riconoscimento biometrico
Le “immagini avversarie” riprodotte sui tessuti speciali in maglia tridimensionale consentono infatti all’algoritmo di rilevare ad esempio la presenza di animali invece di una persona creando in tal modo una sorta di scudo a difesa dei nostri dati biometrici insidiati dai sistemi di riconoscimento facciale.
Non è però solo questione di tutela della privacy intesa come protezione dall’utilizzo dei nostri dati in possesso a terzi, poiché in un tale scenario tecnologico l’integrazione di dati biometrici ed IA potrebbe consentire la manipolazione dei nostri dati personali.
E’ ad esempio in virtù dell’utilizzo dell’IA, vero male del nostro tempo (vedi link: Sull’orlo di un abisso di mostruosità chiamato automazione ed IA) , che le nostre preferenze, abitudini e gusti presonali sono tracciati ed utilizzati da grandi aziende e social a scopi commerciali.
Il progetto Made in Italy di Cap_Able Adversarial Knitted Fashion con tessuti speciali
Contro il riconoscimento biometrico delle telecamere non è quindi più necessario coprirsi il viso poichè basterà utilizzare i capi di abbigliamento della startup italiana Cap_Able (vedi link: capable.design) realizzati dalle piemontesi Rachele Didero e Federica Busani con tessuti speciali in grado di disturbare i sistemi che funzionano attraverso machine learning ed algoritmi di intelligenza artificiale (IA).
Pur non essendo economicamente molto accessibili a causa di oggettiva elevata qualità del prodotto, costi di ricerca e tempo, i capi di abbigliamento realizzati con tessuti contro il riconoscimento facciale valgono ampiamente sia in un’ottica intelligente e lungimirante di difesa dei propri dati che di opposizione a tecniche intrusive di terzi.
Dall’iniziale giustificazione della sicurezza la tecnologia di riconoscimento facciale, purtroppo sempre più diffusa, è ormai divenuta centrale in molti Paesi che hanno così realizzato un controllo estremamente invasivo e sistematico della vita delle persone.
Sono infatti ormai ben oltre un centinaio i Paesi che fanno ricorso al riconoscimento biometrico attraverso telecamere ma la crescente opposizione è sempre più diffusa ed agguerrita senza contare che persino negli Usa quindici Stati hanno introdotto leggi per limitare il ricorso a queste tecnologie.
In India invece impronte digitali, scansione dell’iride e riconoscimento facciale hanno consentito al Governo di attribuire alla popolazione un codice identificativo realizzando in tal modo il più vasto database identificativo al mondo.
T-shirts, pantaloni e vestiti unisex con innovativi tessuti Adversarial Knitted Fashion

Contro violazione della privacy e discriminazione intrinseche nel riconoscimento facciale vi è però adesso questa tecnologia che ricorrendo a tessuti speciali riesce ad ingannare l’algoritmo ed a proteggerci in modo efficace combinando felicemente computer science e moda.
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Un ringraziamento particolare a Pixabay e Freepik che hanno consentito l’utilizzo gratuito di immagini belle ed attinenti al contenuto.

