L’opposizione alla diffusione del portafoglio europeo per l’identità digitale in Bulgaria ha un grande precedente a Londra.
Sommariamente e frettolosamente bollata anche in Bulgaria come “cospirazione”, tecnica consolidata dai vari regimi per esorcizzare e demonizzare qualsiasi critica legittima e fondata, la crescente opposizione nei confronti del portafoglio europeo per l’identità digitale in Bulgaria ha un precedente di estrema rilevanza, quello della Gran Bretagna dove milioni di cittadini hanno costretto il Governo di Keir Starmer a cambiare velocemente idea.
Più che mai determinato a rendere obbligatoria l’identità digitale per tutti i lavoratori presenti nel Paese il Governo riteneva questo strumento, nella fattispecie denominato “Brit Card” ed annunciato il 26 Settembre dello scorso anno, in grado di contrastare l’immigrazione illegale ed il lavoro nero rafforzando al contempo la sicurezza dei confini.
L’opinione pubblica britannica ha però reagito prontamente lanciando una petizione parlamentare (vedi link: Do not introduce Digital ID cards) che ha in breve tempo raccolto quasi tre milioni di firme.
In molte manifestazioni spontanee i partecipanti inalberavano cartelli che equiparavano la “Brit Card” pianificata dal Governo ad una sorta di lasciapassare orwelliano finalizzato al controllo della popolazione, Nigel Farage aveva definito la versione britannica del portafoglio europeo per l’identità digitale come una “carta antibritannica” ed anche i liberaldemocratici si erano uniti all’opposizione stigmatizzando il “ricatto” dell’identità digitale e lanciando prontamente la campagna “No to Digital ID Cards”.
D’altra parte la “sensibilità” dei cittadini britannici è notoria a cominciare dall’opposizione al National Registration Act che, varato nel 1939 ma fatto decadere nel 1952, obbligava al possesso di un documento d’identità.
Tony Blair aveva successivamente ritentato con l’introduzione di carte d’identità con dati biometrici ma anche in questo caso il progetto era fallito a fronte di una vasta opposizione, non solo popolare ma anche politica, a questa forma antesignana del portafoglio europeo per l’identità digitale.
Come in Bulgaria nei confronti dell’opposizione al portafoglio europeo per l’identità digitale anche in Gran Bretagna le critiche vengono demonizzate come “assurdità complottiste”
Mentre la petizione parlamentare incontrava un crescente sostegno popolare e si moltiplicavano in tutto il Paese le manifestazioni di opposizione all’introduzione pur in forme differenti dell’identità digitale, vista come un ulteriore giro di vite contro le libertà civili ed orientata ad un irrigidimento della sorveglianza statale, il Governo aveva visto crollare i propri consensi passati dal 53% del mese di Giugno ad un misero 31 % ad inizio autunno.
A fronte di tutto ciò il Governo britannico aveva fatto prontamente marcia indietro sull’ipotesi di introdurre questo sistema elettronico pur farfugliando confusamente contro l’opposizione all’identità digitale e “le assurdità complottiste sul controllo statale” che la animavano.
Sofia è stata recentemente forzata ad adottare l’euro (vedi link: In Bulgaria forte opposizione popolare all’euro) nonostante i contrari fossero addirittura il 57% dei cittadini.
Alla luce di tale oggettiva forzatura è estremamente comprensibile la diffidenza verso Bruxelles e l’opposizione nei confronti del portafoglio europeo per l’identità digitale visto anche in Bulgaria come uno strumento di ulteriore controllo statale.
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