Ad inizio del nuovo anno un’analisi fluida e colloquiale di Michele Cariola sulle opportunità in Albania nel 2026.
In questo articolo Michela Cariola, imprenditore attivo in Albania da oltre un decennio come titolare di F5Finance (vedi link: f5finance) ed anche come delegato di FederItaly per tutta la regione dove appunto sostiene l’internazionalizzazione delle Pmi italiane (vedi link: Nei Balcani occidentali con le Pmi del Made in Italy) ci ha sottoposto un’interessante analisi scorrevole ed efficace sulle opportunità in Albania che si stanno configurando nel prossimo futuro.
Albania 2026: Terra Promessa o Miraggio da TikTok? Guida (semi) seria all’internazionalizzazione
Buongiorno a tutti da Tirana, dove il caffè costa meno di un euro e le opportunità di business sembrano infinite (almeno secondo i consulenti su Instagram).
Se state leggendo questo articolo su ItalBakanika, probabilmente avete sentito parlare dell’Albania come destinazione per investimenti italiani.
Ma tra promesse social, realtà economica e pertanto opportunità, cosa c’è davvero da sapere per investire in Albania nel 2026?
Alcuni elementi centrali per comprendere le opportunità offerte dall’Albania nel 2026
Il Vertice Italia-Albania di Novembre 2025: gli accordi che cambiano il gioco
Il 13 Novembre 2025, a Villa Doria Pamphilj a Roma, si è tenuto il primo Vertice Intergovernativo Italia-Albania, con Giorgia Meloni ed Edi Rama che hanno siglato un Accordo di Cooperazione Strategica con 16 intese concrete.
Il Vertice è stato definito da entrambi i premier come una giornata “storica”.
E stavolta non è retorica diplomatica da buffet istituzionale
Non la solita diplomazia da foto ricordo: stiamo parlando di accordi bilaterali Italia-Albania che toccano energia, infrastrutture, sanità, cybersicurezza, e soprattutto cooperazione economica per le Pmi italiane.
I punti chiave per chi vuole fare business e cerca opportunità in Albania nel corso del 2026.
- Protocollo Simest-Albanian Investment Development Agency: supporto concreto per imprese italiane in Albania;
- Accordi Cassa Depositi e Prestiti: finanziamenti per progetti bilaterali;
- Corridoio VIII: la dorsale logistica che collegherà Puglia e Mar Nero attraverso l’Albania;
- Business forum Italia-Albania: già programmato entro Giugno 2026.
Il dettaglio che fa la differenza?
Durante l’assemblea plenaria, quasi venti ministri albanesi hanno preso la parola parlando esclusivamente in italiano, senza interpreti, senza incertezze.
Provate ad immaginare la stessa scena con qualsiasi altro Paese europeo.
→ Nel prossimo articolo approfondiremo ogni singolo accordo e cosa significa concretamente per gli imprenditori italiani determinati a cogliere le opportunità offerte.
Perché l’Albania nel 2026? I vantaggi concreti
La lingua: il vostro asset nascosto
Mentre gli imprenditori italiani si dibattono con l’inglese all’estero, in Albania potete fare business in italiano senza problemi.
Dal commercialista all’avvocato, dalla Camera di Commercio agli uffici pubblici: l’italiano in Albania è la seconda lingua operativa, un’ulteriore opportunità pratica non da sottovalutare.
Come ha dichiarato Edi Rama: “Solo l’Italia può chiedere all’Albania tutto quello che gli viene in mente.
Gli altri Paesi sono rispettati, ammirati e tutto.
Ma se non sono l’Italia, non possono”
Questo non è la capacità di una nazione di influenzare altri Paesi attraverso l’attrazione culturale, i valori politici e le politiche estere oppure come amano dire gli inglesi, soft power.
È qualcosa di più concreto: un vantaggio competitivo reale quando negoziate contratti o gestite emergenze operative.
Il nearshoring che funziona: 70 Km di vantaggio strategico per investitori in cerca di opportunità d’impresa.
Parliamo di nearshoring in Albania ma dimentichiamo per un attimo l’esternalizzazione verso l’Asia od il Sud America. L’Albania dista 70 chilometri via mare dall’Italia.
Settanta, meno della distanza Milano-Genova.
Questo significa che il nearshoring Albania-Italia offre insieme alle opportunità anche vantaggi che nessun’altra destinazione può garantire:
- Logistica rapida: un camion da Durazzo arriva a Bari in poche ore;
- Fusi orari identici: nessun problema di coordinamento operativo;
- Visite frequenti: gestire un’azienda in Albania non significa vivere in aeroporto;
- Controllo qualità diretto: i vostri tecnici possono essere sul posto in giornata;
Costi di trasporto ridotti: rispetto ad Asia o America Latina, parliamo di una frazione.
Il nearshoring non è solo risparmio sui costi del lavoro (chi pensa questo deve rimanere nel proprio recinto, non venire in Albania). È prossimità geografica, culturale, linguistica.
L’Albania è l 21′ Regione d’Italia.
È l’opportunità di mantenere controllo operativo senza rinunciare alla competitività ed è esattamente ciò che l’Albania può offrire alle Pmi italiane meglio di qualsiasi altra destinazione.
I settori che funzionano (davvero) per le Pmi italiane:
- Turismo medico e sanità privata: l’Albania è diventata hub europeo per chirurgia estetica, turismo dentale e cliniche private.
Il settore sanitario albanese cresce a doppia cifra; - IT e servizi digitali: programmatori albanesi qualificati, che parlano italiano, a costi competitivi. Molte aziende IT italiane stanno già aprendo centri di sviluppo;
- Manifatturiero leggero: Tessile, calzaturiero, componentistica. La vicinanza (70 km via mare) rende l’opportunità logistica Italia-Albania estremamente gestibile;
Energie rinnovabili: Idroelettrico, solare, eolico. Il governo albanese spinge su green energy con incentivi importanti.
→ Nei prossimi articoli analizzeremo ogni settore nel dettaglio, con dati, costi reali, opportunità e casi di successo.

Ma attenzione: non tutto quello che luccica è oro (anche se ha 100K follower)
Parliamo dell’elefante nella stanza, anzi, del consulente che balla nella vostra timeline.
Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad un fenomeno curioso: la proliferazione di esperti di opportunità d’impresa in Albania (parliamo di personaggi italiani, sia chiaro) la cui competenza sembra misurarsi più in follower che in casi risolti.
Professionisti – fammi pensare, 1, 2, 3… lasciamo perdere – che dedicano più tempo ai reels che ai codici, commercialisti la cui attività principale sembra essere la produzione di contenuti motivazionali con vista su Tirana.
Il meccanismo è semplice quanto efficace: promesse di “zero tasse”, aperture societarie miracolose in 48 ore, pacchetti chiavi in mano che risolvono tutto.
Il tutto condito da testimonial entusiasti e filtri che rendono ogni ufficio pubblico albanese simile a una startup della Silicon Valley.
Il problema non è la comunicazione digitale – anche i professionisti seri usano i social (anch’io ne faccio uso ed anche tanto).
Il problema emerge quando la narrazione sostituisce la sostanza, quando la semplificazione diventa falsificazione, quando il “TRUST ME BRO” rimpiazza l’analisi di fattibilità e le opportunità concrete che il mercato offre in Albania.
L’internazionalizzazione aziendale richiede analisi fiscale approfondita tra due sistemi legali, comprensione reale del mercato, gestione della compliance, presenza operativa.
Richiede, banalmente, lavoro.
Quel tipo di lavoro che difficilmente produce contenuti virali ma che fa la differenza tra un investimento di successo ed un fallimento costoso.
Il vero danno di questa tendenza non è solo economico (persone che perdono soldi affidandosi ad improvvisati) ma reputazionale. Ogni investitore italiano bruciato da un “consulente” TikToker contribuisce a danneggiare le opportunità d’impresa effettive e la credibilità dell’Albania come destinazione seria per investimenti seri.
E questo fa male a tutti: agli albanesi che lavorano con serietà per costruire un sistema economico affidabile, agli italiani che vogliono investire seriamente, ai professionisti veri che vengono messi sullo stesso piano dei venditori di fumo.
Dimenticavo: FACCIAMO, NOI ITALIANI, PIÙ SISTEMA
Perché, quando si tratta di opportunità imprenditoriali in Albania, improvvisamente spuntano network, community, “siamo tutti amici” fino a quando non si tratta di dividersi un cliente.
Poi si torna alla solita frammentazione tricolore, dove ognuno difende il proprio orticello digitale come se fosse Montecitorio.
La collaborazione? Quella la lasciamo per i post motivazionali del Lunedì mattina.
Sarebbe bello vedere più professionisti, italiani, (magari senior, anziché chiusi tra le mura di qualche palazzo come un club di “pochi”) che lavorano insieme per costruire, in virtù delle opportunità di cui l’Albania dispone, qualcosa di serio invece di competere su chi ha il reel più visto od il pacchetto “Internazionalizzazione o Delocalizzazione express” più accattivante.
L’Albania merita meglio.
Gli imprenditori italiani meritano meglio.
E francamente, anche noi professionisti meritiamo di meglio che misurarci a colpi di engagement rate.
Come ha sottolineato Rama parlando della cooperazione con l’Italia: “con questo governo c’è l’amore, c’è il voler fare e c’è anche il fare”.
Appunto: il “FARE” richiede competenza verificabile, non carisma social.
E magari anche un pizzico di quella collaborazione che tanto predichiamo nei nostri post ispiratori.
→ Nel prossimo approfondimento: come distinguere consulenza seria da marketing aggressivo – i criteri oggettivi da verificare
Realtà, opportunità in Albania e qualche favola di troppo nel 2026
Se dovessimo credere a certi tiktoker che spopolano sui social, l’Albania del 2026 sarebbe un paradiso fiscale a cielo aperto: arrivi a Tirana con diecimila euro in tasca, un caffè in centro e, magicamente, diventi imprenditore di successo con tasse a zero incluse nel pacchetto.
Ecco, se state cercando la bacchetta magica, probabilmente avete sbagliato articolo.
La realtà è meno scintillante, ma molto più interessante – e soprattutto più solida – di qualsiasi video montato per fare like.
A fine 2025 l’Albania non è più una “terra di frontiera”.
Sta facendo sul serio.
Il questionario inviato alle imprese dal Consiglio Economico Nazionale nell’ambito del Programma di Sostegno alle Imprese non è semplice burocrazia: è un vero esame di maturità in vista del mercato unico europeo.
In altre parole, il Paese si sta mettendo la cravatta per entrare nel club dei grandi dalla porta principale.
Il nearshoring, un aspetto da sottolineare oltre alle opportunità disponibili in Albania
Per chi guarda al nearshoring, questo si traduce in una parola chiave: sicurezza.
Regole che si avvicinano a quelle di Bruxelles, un’economia che cresce e, soprattutto, un rapporto con l’Italia che non ha paragoni. Qui non si parla solo di business, ma di una familiarità reale: lingua comune, stessi codici culturali, la possibilità di parlarsi chiaro e capirsi al volo.
A Tirana od a Durazzo puoi guardare il tuo partner negli occhi, discutere di numeri e decisioni senza traduttori e senza attraversare mezzo mondo.
È la differenza tra avere un alleato vicino e un fornitore lontano.
Diciamolo senza giri di parole: l’Albania del 2026 non è più il posto delle scorciatoie fiscali o dei miracoli da diecimila euro.
Chi cerca il risparmio facile resterà deluso.
Le opportunità in Albania ci sono, eccome, ma premiano chi ha un progetto serio, un business plan credibile e la voglia di essere presente sul territorio.
I costi crescono, le regole diventano più stringenti ma è il prezzo da pagare per lavorare con un partner affidabile ad un’ora di volo da casa.
L’internazionalizzazione non è una moda da cavalcare sui social, è una scelta strategica.
Per tutto il resto, come sempre, ci sono i balletti su TikTok.
Michele Cariola
Opera stabilmente in Albania, a Tirana occupandosi di matching tra imprese, investitori e professionisti locali con focus su nearshoring e strutture operative di medio-lungo periodo.
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Un ringraziamento particolare a Michele Cariola che ha consentito l’utilizzo gratuito di immagini belle ed attinenti al contenuto.

