Sull’esempio dell’Australia la Turchia pare orientata al divieto ai social media per i minori di 15 anni.
Il divieto ai social media in Turchia potrebbe riguardare la fornitura di servizi ai minori di 15 anni congiuntamente a limitazioni all’accesso ad Internet per giovani di età inferiore ai 18 anni.
Queste misure sono state suggerite da un rapporto intitolato “Minacce e rischi che attendono i nostri figli nei media digitali” sottoposto ed accolto dalla Commissione per la Revisione dei Diritti Umani del Parlamento della Turchia.
Sarà proprio dalle valutazioni del rapporto che potranno presto scaturire proposte di legge, restrizioni od addirittura un rigido divieto all’utilizzo dei social media da parte dei minori in Turchia al fine di rafforzarne ulteriormente la tutela.
Un atteggiamento quello di Ankara per nulla sorprendente visto che il numero di Paesi che condividono non solo limitazioni ma talvolta un’effettiva messa al bando dei social media sono sempre più numerosi.
Gli esempi ai quali la Turchia potrebbe rivolgersi

Primo fra tutti è sicuramente l’Australia che sin dal Dicembre 2025 ha imposto un divieto assoluto circa l’accesso ai social media da parte di utenti di età inferiore ai 16 anni che ad esempio non possono più creare alcun tipo di account su YouTube, Instagram, TikTok, Twitch, Reddit, Threads, Facebook, X e Snapchat pena sanzioni di €28 milioni alle piattaforme che violassero la legge.
In Europa i Paesi determinati a seguire l’esempio dell’Australia sono numerosi a cominciare dalla Danimarca che nel Novembre 2025 ha reso noto di aver raggiunto un accordo a livello di partiti di Governo circa un divieto per l’accesso ad alcuni social media da parte di minori di 15 anni.
In Francia un disegno di legge finalizzato a limitare l’accesso alle piattaforme ai minori di 15 anni verrà discusso nei prossimi mesi anche per trovare alternative alla proposta, peraltro respinta, di collegare l’Id digitale ai social media dei cittadini.
In Spagna il divieto attualmente all’esame dei legislatori potrebbe includere, oltre a forum e social networks, anche l’accesso ai minori di 16 anni a spazi virtuali che includano l’intelligenza artificiale generativa.
La Grecia, determinata a contrastare l’effetto trasformativo sulle menti dei ragazzi come peraltro dichiarato dal Primo Ministro Kyriakos Mitsotakis, pare orientata verso un divieto ai social media secondo il modello australiano.
La svolta della sentenza in Nuovo Messico
Lo scorso 24 Marzo, a causa di lacune riscontrate ai protocolli di sicurezza, Meta ha subito da una giuria in Nuovo Messico la condanna al pagamento di una multa di $375 milioni.
Questo in quanto le lacune stesse sembrano aver permesso agli algoritmi del social media di aver creato connessioni fra predatori sessuali e minori.
Un secondo caso a Los Angeles con il verdetto dopo nove giorni di deliberazioni

Il giorno successivo la giuria di un tribunale di Los Angeles ha condannato Meta a titolo di compensazione e danni al risarcimento di $4,2 milioni e YouTube di $1,8 milioni.
Un caso legale di estrema rilevanza essendo il primo in assoluto relativamente ai presunti danni arrecati ai giovani da parte dei social media, nello specifico una causa legale intentata da una giovane di 20 anni che aveva sostenuto di essere divenuta dipendente da YouTube all’età di sei e da Instagram a nove per poi cadere in depressione a dieci.
La terapeuta che l’aveva in cura le aveva poi diagnosticato, all’età di tredici anni, fobia sociale e disturbo di disformismo corporeo.
La condanna è stata pertanto inflitta a fronte della diretta responsabilità riconosciuta ai due social media nell’aver contribuito a danneggiare la salute mentale della giovane nel corso della sua adolescenza mentre Snapchat e TikTok, entrambe coinvolte con l’imputazione di essere state create per generare dipendenza fra i più giovani, erano anticipatamente corse ai ripari con un accordo extragiudiziale.
Le ragioni del possibile divieto ai social media per i minori in Turchia ed i provvedimenti al vaglio
Focalizzate sulla sicurezza online dei minori, le nuove norme legislative attualmente in esame potrebbero determinare nel prossimo futuro un primo monitoraggio circa l’utilizzo delle piattaforme attraverso controlli parentali ed eventualmente anche obbligarle ad implementare la verifica dell’età attraverso algoritmi.
In tal modo gli utenti di età inferiore ai 15 anni sarebbero privati in Turchia dei loro eventuali account determinando de facto un divieto ai social media.
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