In base alle proiezioni il calo demografico potrebbe portare la Serbia da 6,6 milioni nel 2025 a 5,2 milioni nel 2052.
L’Istituto Nazionale di Statistica (Rzs) è giunto a queste conclusioni circa il progressivo calo della popolazione in Serbia anche sulla base di ipotesi in merito a flussi migratori, mortalità e tasso di fertilità.
Le fasce più giovani sarebbero le più colpite e le proiezione del Rzs indicano, per quanto concerne i bambini fino a quattro anni, una forte contrazione dai 273mila nel 2032 ai 232mila nel 2052.
Quello del calo demografico, un problema per nulla nuovo, si era manifestato per la prima volta in Serbia nel 1991 con una perdita pari allo 0,9%.
In quegli anni la popolazione di circa 7.400.000 aveva già risentito delle conseguenze della graduale emigrazione di quasi 400mila cittadini espatriati nel decennio successivo alla disgregazione della Jugoslavia.
Il calo della popolazione colpirà la Serbia nel mercato del lavoro
Continue emigrazioni e basso tasso di natalità hanno da tempo inciso sul mercato interno dove, malgrado l’offerta di salari più alti da parte di numerose aziende e l’arrivo di lavoratori dai Paesi asiatici, la domanda di manodopera continua a superare l’offerta.
A questo proposito i deficit più gravi in Serbia sono stati registrati nei settori produzione, logistica, commercio, professioni artigianali e ristorazione ai quali vanno aggiunte le carenze croniche di tornitori, saldatori, idraulici, carrozzieri e lattonieri.
La World Bank ha attribuito alla Serbia il 13′ posto al mondo per rapidità di calo demografico
Già nel 2020 la situazione in Serbia era più che critica con un tasso di natalità di 1,48 figli quando per invertire il trend avrebbe dovuto essere di 2,1 a fronte dei tre decenni precedenti nel corso dei quali il calo della popolazione aveva colpito duramente il Paese facendogli perdere il 23% degli abitanti ad un ritmo di 103 ogni giorno.
Belgrado, nel tentativo di arginare questa tendenza, aveva avviato svariati provvedimenti quali aiuti alle famiglie nelle zone rurali, sostegni alle imprese attive nei centri minori, benefici finanziari alle famiglie numerose e ristrutturazione di scuole senza però riuscire ad incidere in maniera significativa.
In base la censimento dell’Ottobre 2022 gli abitanti delle regioni orientali e meridionali della Serbia erano circa 1,4 milioni ed il calo demografico sarà sensibile anche in queste zone i cui residenti stimati dovrebbero ridursi a soli 960mila.
Rispetto al precedente rilevamento effettuato nel 2011 il Paese è risultato aver perso il 6,9% dei residenti e cioè quasi 500mila persone in soli 12 anni.
Già ad inizio Duemila il numero di cittadini residenti all’estero era aumentato del 36,5% determinando un serio calo della popolazione della Serbia
In conclusione, la leadership di Belgrado sta per affrontare una delle più gravi sfide anche per conseguenze economiche dirette preso atto che a seguito di flussi migratori, mortalità e tasso di fertilità fra 25 anni gli over 65 saranno oltre un terzo degli abitanti ed a causa del calo demografico complessivo la Serbia conterà a medio termine 1,5 milioni di cittadini in meno.
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