Lo sviluppo urbano sostenibile è una sfida ambientale, infrastrutturale ed urbana che per Belgrado dura da molti anni.
Mancanza cronica di spazi verdi, inquinamento atmosferico elevato, traffico automobilistico congestionato e regolamentazione edilizia scadente hanno costituito gli elementi centrali di questa sfida ambientale che per Belgrado si è tradotta in considerevoli ritardi nel raggiungimento di uno sviluppo urbano sostenibile in linea con le principali città europee.
Il conseguimento di quest’ultimo ambizioso punto significa per Belgrado definire strategie di sviluppo chiare ed accompagnate da una ferma determinazione da parte delle autorità oltre naturalmente a riforme sistemiche tutte da definire e realizzare.
Fortunatamente però il potenziale per vincere questa complessa ed articolata sfida ambientale anche relativa alla qualità dell’aria è notevole ed include svariati aspetti che vanno dall’adozione e diffusione di soluzioni di mobilità sostenibile sino a cura e conservazione del patrimonio culturale.
Lo sviluppo urbano sostenibile di Belgrado è assolutamente imprescindibile da una piena armonia con il suo contesto storico
In merito a quest’ultimo punto, solo attraverso un’estrema attenzione tesa a preservare l’architettura storica da coniugare all’edilizia moderna, si pensi ad esempio alle fondamenta del patrimonio culturale e cioè ai numerosi e vulnerabili edifici risalenti a fine XIX ed inizio XX secolo, sarà possibile realizzare l’ambizioso progetto di una Belgrado finalmente caratterizzata da uno sviluppo urbano sostenibile più che mai necessario e pressante quanto la sfida ambientale.
A proposito di quest’ultimo punto è importante non scordare che un paio di anni fa Belgrado e Sarajevo avevano raggiunto un incredibile record a livello internazionale, quello delle città più inquinate del mondo.
Si tratta di un problema annoso ed irrisolto che si acutizza nei mesi invernali non solo a Belgrado, sicuramente anche a causa di venti troppo deboli per rimuovere la coltre di smog che si aggiunge alle tossine vicino al suolo per via degli strati urbani di aria calda.
Nel 2023 la capitale della Serbia era fra le dieci città più inquinate del mondo
In merito alla qualità dell’aria la sfida ambientale per Belgrado pare lungi dall’essere vinta se in quell’anno molto recente aveva ottenuto un tale giudizio negativo, colpa sicuramente del diffuso utilizzo del carbone sia per il riscaldamento che per la produzione di energia elettrica oltre alle vaste discariche ed all’elevato numero di auto vecchie in circolazione.
Un cocktail di particelle tossiche che finiscono nel sangue e nei polmoni di tutti i cittadini.
L’aspetto culturale di Belgrado è subito riscontrabile nelle facciate riccamente decorate, nella monumentalità e nelle simmetrie
La necessità di esercitare la massima attenzione prima di affrontare qualsiasi sviluppo nelle aree centrali di Belgrado è proprio alla luce di considerazioni sia storiche che architettoniche e quindi all’indispensabile armonia con il contesto generale.
Per Belgrado si tratta pertanto di un progetto ambizioso di sfida ambientale che per divenire realtà necessità in ogni caso di sostegno in primo luogo da parte di pubblico ed esperti ed in secondo luogo di bilanci di ampio respiro.
Belgrado Expo 2027, cosa resterà dopo i tre mesi di questo evento di “vitale importanza”
Expo 2027 è stata aggiudicata alla Serbia e Belgrado ospiterà questa manifestazione culturale intitolata “Play for Humanity: Sport and Music for All” la cui ultima edizione ha avuto luogo in Argentina, a Buenos Aires.
La plurisecolare storia della città influenzata dalle più varie culture, da quella occidentale europea sino a quella ottomana, ha contribuito a rendere Belgrado agli occhi degli organizzatori come una sorte di ideale punto di incontro di differenti civiltà.
A poche ore dopo dalla nomina la dirigenza politica aveva mostrato enorme entusiasmo per quella che in realtà si presentava sin da subito come una sfida anche ambientale di estrema rilevanza e con possibili gravi ricadute.
Lungi da una seria programmazione di un piano destinato a realizzare uno sviluppo urbano sostenibile i cittadini di Belgrado stanno assistendo quotidianamente non ad una sfida ambientale vincente ma piuttosto ad un vero e proprio ecocidio rappresentato da una urbanizzazione selvaggia coniugata ad un abbattimento massiccio di alberi che continua da alcuni anni.
Infatti già nel 2019 centinaia di abitanti di Belgrado avevano più volte manifestato contro il disboscamento, ennesima conferma di una sfida ambientale persa poiché nemmeno presa in considerazione, ad esempio nel caso del parco cittadino di Kosutnjak al cui posto era stata prevista la realizzazione di un palazzetto dello sport.
Continuano gli abbattimenti di alberi, peraltro da tempo in numero insufficiente per la produzione di ossigeno
L’abbattimento dovrebbe riguardare il parco Ušće in particolare dove sorgerà una stazione della funivia da Kalemegdan, un parcheggio sotterraneo, una piattaforma destinata ad una mongolfiera panoramica, due passerelle pedonali, un museo di storia naturale ed un acquario.
A proposito di aree verdi il numero di alberi a Belgrado risulta sufficiente a produrre ossigeno per circa 300mila abitanti mentre la popolazione è di poco superiore ad 1.600.000.
E nel frattempo, alla faccia di qualsivoglia sfida ambientale peraltro improrogabile, gli abbattimenti continuano mentre la Serbia, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente, scivola progressivamente verso gli ultimi posti per quanto concerne la quota verde.
L’Expo 2027, con tutte le conseguenze in un contesto palesemente privo di una visione ed attenzione orientate ad un equilibrato e lungimirante sviluppo urbano sostenibile, si aggiunge ad un progetto datato che una volta realizzato potrebbe determinare la perdita definitiva dell’identità culturale di Belgrado.
Il progetto immobiliare Waterfront, tutto il contrario della sfida ambientale e dello sviluppo urbano sostenibile necessari a Belgrado
Interi quartieri della capitale della Serbia stanno per scomparire a seguito di una gigantesca speculazione edilizia da oltre $3 miliardi, un’operazione iniziata nel 2015 giudicata come “devastazione” da molti cittadini mentre il Governo la considera una “svolta epocale” visto che mira a fare di Belgrado una sorta di Dubai dei Balcani.
Senza dubbio si tratterà di una svolta, caratterizzata da una torre realizzata con 40mila mq di massetti cementizi ed alta 168 m destinata ad ospitare ben 26 piani di appartamenti, un hotel e sulla cima una terrazza panoramica.
Oltre alla torre, destinata a divenire il più alto edificio di tutti i Balcani, il progetto Belgrado Waterfront parzialmente finanziato dalla società Eagle Hills di Abu Dhabi prevede la realizzazione di un centro commerciale di 140mila mq, uffici, hotel ed abitazioni.
L’area coinvolta è di circa 1,8 milioni di mq compresa tra la zona fieristica ed il quartiere Savamala che dal centro cittadino si affaccia sul fiume Sava, idealmente delimitato dalle vie Karađorđeva e Gavrilo Princip e sul fiume dal Brankov Most, il primo ponte senza sostegni intermedi inaugurato nel 1934.
Il quartiere Savamala, il cui suffisso deriva dal termine turco mahala e cioè “quartiere residenziale”, è sicuramente il più affascinante della città con i suoi muri che ricordano la liberazione dall’impero ottomano.
Sotto la via Karađorđeva vi è poi un intrico di passaggi sotterranei, tunnel realizzati dagli austriaci nel XVIII sec. ed utlizzati come refrigeratori e magazzini vista la temperatura bassa e stabile.
L’artista Ljudmila Stratimirovic aveva aperto in questo quartiere KC Grad, il primo centro culturale indipendente di Belgrado ospitato in un ex magazzino risalente al 1884.
Stiamo parlando del progetto Belgrado Waterfront che da anni imperversa sotto ogni forma e dimensione di materiale pubblicitario, dalle fiancate dei tram ai manifesti 6×3 e che sorgerà lungo la riva destra del fiume Sava.
Una zona di quartieri storici che sicuramente necessitano di urgenti interventi di riqualificazione ma che, nonostante tutto, costituisce l’essenza e l’identità di Belgrado, i suoi luoghi e le sue memorie.
Anche il vecchio porto fluviale, forse una delle aree più degradate, trasmette una suggestività unica ed un fascino particolare, anche se decadente, tipiche di una sorta di realtà da mausoleo della civiltà industriale.
In conclusione pare che la città di Belgrado, stretta in una morsa rappresentata dall’Expo 2027 e dal progetto Waterfront che continua incessante, rimarrà più che mai priva di una visione chiara circa la sfida ambientale ed il proprio sviluppo urbano sostenibile.
In realtà i casi di progetti speculativi si stanno moltiplicando da tempo in tutta la capitale della Serbia minacciando direttamente non solo le aree moderne di Belgrado ma anche quelle storiche, dalle ville di Neimar al complesso General Staff evidenziando più che mai non solo il disinteresse per l’auspicata svolta costituita dalla sfida ambientale ma specialmente che un bene sottoposto a vincoli possa benissimo non sottrarsi alla distruzione.
Il desiderio di progresso, numericamente limitato come consensi ad alcuni non disinteressati, non è stato affatto veicolato in alcun progetto di sviluppo urbano sostenibile congiunto ad una sfida ambientale di ampio respiro e pertanto il destino ineluttabile di Belgrado pare essere la perdita definitiva e completa di quanto la rendeva invece unica.
👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇 👇
Potrebbero anche interessarti:
Bei lancia nuovi finanziamenti europei per i Balcani occidentali
In Bosnia Erzegovina Tourism Expo Sarajevo 2025
Scoperta antica tomba romana del III/IV secolo d.C. In Albania
Si rafforza il partenariato strategico Serbia-Russia
IA prima causa di disoccupazione e sfruttamento del lavoro umano
Pensioni Italia-Albania, al via l’Accordo bilaterale
Confindustria Serbia e Nurdor per Italian Street Food Charity
Il Meccanismo europeo per la pace finanzia il riarmo in Albania
Luigi Del Bianco, lo scultore italiano del Monte Rushmore
Per la prima volta esercitazioni militari congiunte Serbia-Cina
Un ringraziamento particolare a Pixabay che ha consentito l’utilizzo gratuito di immagini belle ed attinenti al contenuto.

